Quando la religione divide e il Vangelo unisce
Negli ultimi tempi si è tornati a parlare dei lefebvriani. C’è chi li considera custodi della tradizione e chi li vede come un segno di divisione. Ma forse la domanda più importante non riguarda loro. Riguarda tutti noi.
La storia si ripete
Nel corso dei secoli il cristianesimo si è diviso molte volte. Cattolici, ortodossi, protestanti, evangelici, comunità indipendenti… Ognuno convinto, almeno in parte, di custodire la verità.
Ma Gesù aveva davvero chiesto questo?
La religione è un mezzo, non il fine
La religione può essere preziosa. Può aiutare a crescere nella fede, a pregare, a vivere in comunità.
Ma quando l’appartenenza diventa più importante della persona di Cristo, qualcosa rischia di cambiare.
Il Vangelo non ci invita anzitutto a difendere un sistema religioso, ma a seguire una Persona.
Il Vangelo unisce
Gesù non disse:
“Da questo tutti sapranno che siete della denominazione giusta.”
Disse invece:
“Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri.”
L’unità nasce dall’amore, non dall’uniformità.
Una domanda per ciascuno di noi
Forse la domanda non è:
“Chi ha ragione?”
Ma:
“Sto seguendo davvero Cristo?”
Perché è possibile appartenere alla religione giusta e perdere il cuore del Vangelo.
Ed è possibile appartenere a tradizioni diverse e riconoscersi fratelli nella stessa fede.
Conclusione
La religione può dividere quando diventa un’identità da difendere.
Il Vangelo, invece, continua a unire ogni volta che rimette Cristo al centro.
Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per fondare una nuova religione. Lo ha mandato per riconciliare l’uomo con sé attraverso la fede, la grazia e l’amore.
