Perché ho scritto L’amore che nessuno vede

L’amore che nessuno vede

Ci sono libri che nascono da una storia. Altri da un ricordo. Altri ancora da una domanda.

L’amore che nessuno vede è nato da una domanda che mi accompagna da molto tempo e alla quale non ho mai trovato una risposta semplice.

Cosa accade a quelle persone che, per una disabilità, una malattia, una condizione fisica o cognitiva particolarmente difficile, rischiano di essere escluse non solo dalla vita sociale, ma anche dalla possibilità di sentirsi amate, desiderate e accolte?

Viviamo in una società che giustamente si preoccupa di garantire assistenza sanitaria, sostegno economico, inclusione scolastica e lavorativa. Tuttavia esistono bisogni più difficili da affrontare, bisogni che spesso vengono lasciati nel silenzio perché generano imbarazzo, disagio o paura di essere giudicati.

Questo romanzo non nasce per proporre soluzioni definitive. Non è un saggio, non è un manifesto ideologico e non pretende di possedere risposte che forse nessuno possiede.

Nasce invece dal desiderio di accendere una luce su una sofferenza che spesso rimane nascosta.

Attraverso il personaggio di Elena ho cercato di esplorare il confine sottile tra compassione, coscienza, fede, dignità umana e bisogno di vicinanza. Un confine complesso, pieno di dubbi, nel quale ogni scelta sembra portare con sé conseguenze e interrogativi.

Nel corso della scrittura mi sono reso conto che il vero tema del libro non era la sessualità. Il vero tema era la solitudine.

La solitudine di chi vive una fragilità importante.

La solitudine delle famiglie che ogni giorno affrontano problemi di cui raramente si parla.

La solitudine di chi prova ad aiutare e scopre che non esistono risposte semplici.

Molti lettori potrebbero non condividere le scelte dei personaggi. È comprensibile. Nemmeno il romanzo pretende di giustificarle completamente. Ma spero che, terminata la lettura, rimanga almeno una domanda:

Possiamo davvero considerare risolto un problema soltanto perché preferiamo non parlarne?

Se questo libro riuscirà a far riflettere anche una sola persona su quei bisogni invisibili che troppo spesso restano nell’ombra, allora avrà raggiunto il suo scopo.

Silva Ross
Atria Edizioni

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